Tre idee di Sicilia – Meaningful Travels e Ciclabili Siciliane

Campi di seminativo tra le colline del centro Sicilia

Dall’inizio del nostro Viaggio in Sicilia abbiamo ricevuto numerosi messaggi di supporto e apprezzamento. Abbiamo avuto il piacere di conversare anche con Giovanni Guarneri, presidente dell’associazione Ciclabili Siciliane la cui missione è promuovere il cicloturismo in Sicilia. Dal dialogo con Giovanni sono emersi parecchi punti in comune: in questo articolo ho scelto di condividerne tre che credo esemplifichino lo spirito che ci contraddistingue e la volontà di collaborare per il bene dell’isola e dei siciliani.

La Sicilia è una terra unica.

In un’intervista a fine Viaggio in Sicilia, Marco Crupi si è detto enormemente compiaciuto per aver avuto una risposta forte e positiva da parte dei siciliani in termini di feedback sui social. “L’obiettivo principale di questo Viaggio era combattere l’esterofilia del siciliano che pensa che quello che c’è fuori è meglio di ciò che abbiamo qui.”. Dopo un viaggio in bicicletta attraverso diversi paesi europei, anche Giovanni mi confida che è davvero difficile trovare luoghi che possano competere con la Sicilia in termini di ricchezza culturale, naturale, paesaggistica.

Al cuore della nostra collaborazione con Slow Food Sicilia, ci sono i produttori di oltre 40 Presidi Slow Food, ognuno dei quali non è soltanto una specie animale o vegetale autoctona, unica ed irriproducibile, o una specialità gastronomica legata ad un sostrato sociale e culturale che rischia di scomparire, ma anche un simbolo del patrimonio che dobbiamo contribuire a ‘presidiare’. Un patrimonio la cui fruizione è spesso preclusa a molti visitatori dalla proposta turistica tradizionale, limitata ad alcune località (accuratamente evitate nel nostro itinerario) che nei mesi estivi sono spesso insopportabilmente affollate.

Uno dei tanti scorci di paesaggio rurale fuori dalle rotte turistiche tradizionali fotografati durante il Viaggio in Sicilia

Nessuna regione al mondo possiede un numero così alto di Presidi; le altre regioni italiane spesso non superano la decina. Per non parlare delle diverse dozzine di specie di orchidee presenti nell’area di Pantalica e Valle dell’Anapo, o delle oltre sessanta specie di fagioli dei Nebrodi ed altre leguminose custodite nella Banca Vivente del Germoplasma Vegetale di Ucria. Valorizzare questo patrimonio attraverso un turismo consapevole e responsabile vuol dire anche gettare le basi per uno sviluppo veramente sostenibile nel tempo, con l’auspicio di arginare una fuga di giovani verso paesi esteri che Marco Crupi non esita a definire un vero e proprio ‘esilio’.

Carmelo Ferrara al lavoro nel suo caseificio di Novara di Sicilia

La Sicilia è una terra allegra!

“Picciò, la Sicilia è una terra allegra!”, esclama Giovanni dando libero sfogo al palermitano dentro di sé. Al di là di speculazioni antropologiche più o meno fondate ed al di là della complessità d’animo che spesso contraddistingue i siciliani, dopo il nostro Viaggio possiamo affermare che il viaggiatore in Sicilia incontra sorrisi e cordialità nella quasi totalità dei casi. ‘Di dove venite?’, ci apostrofano sorridendo i locali: appassionati di bicicletta, curiosi o più semplicemente gente entusiasta di vedere persone nuove, con spirito di intraprendenza e d’avventura e con la voglia di raccontare e di ascoltare. Questo è infatti lo spirito di chi sceglie di viaggiare consapevolmente, lentamente, con la certezza di stare accumulando, oltre a foto e ricordi, una ricchezza interiore che porterà con sé per lungo tempo una volta concluso il viaggio.

Giovanni Guarneri con Pietro Scidurlo, disabile e presidente di Free Wheels Onlus, sulla Magna Via Francigena

Troppo spesso in Sicilia ci si lascia andare alla lamentela, creando barriere mentali ad una creatività ed un intraprendenza di cui c’è tremendamente bisogno, specie tra i giovani. Abbiamo portato a termine il nostro Viaggio in Sicilia anche di fronte a reazioni di indifferenza e incomprensione, con un sorriso reso sempre più contagioso dalle storie di tutti coloro che abbiamo avuto la fortuna di incontrare lungo il percorso, una delle quali, da noi intervistata, conclude: “Bisogna che i siciliani siano più ottimisti”. “Picciò, la Sicilia è una terra allegra!”.

Sorrisi e latte appena munto con Agron Gryca, casaro madonita

La Sicilia ha bisogno di reti e strategie che partono dal basso.

Oggi si sente molto parlare di imprese di ogni genere. A piedi, in bicicletta, in canoa. Quante di queste, però, vanno al di là dell’intrattenimento? Quante lasciano una traccia significativa (‘meaningful’) una volta conclusa l’avventura? Il nostro Viaggio in Sicilia ha precisamente questa ambizione: quella di contribuire concretamente ad uno sviluppo sostenibile del turismo in Sicilia. Un’ambizione condivisa pienamente da Ciclabili Siciliane. Come la nostra, quella di Giovanni è un’iniziativa indipendente, partita dal basso, con l’auspicio di veder crescere una rete attraverso la quale sviluppare un turismo dalle molteplici ricadute positive: dalla tutela della biodiversità alla prevenzione e/o segnalazione tempestiva degli incendi, dalla gestione responsabile dei rifiuti e delle risorse idriche alla lotta alla cementificazione ed alla desertificazione, dal rimboschimento alla promozione delle zone e dei patrimoni meno conosciuti. La lista potrebbe essere infinita ma con Giovanni sogniamo di tradurla in una strategia concreta. D’altra parte oggi, si sa, si sente molto parlare.

Ciclabili Siciliane al lavoro

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