Tre giorni in Sila tra natura, gastronomia, artigianato locale e jazz

Al mio arrivo a Cosenza trovo Daniele Donnici ad accogliermi, lui fa parte dello staff di Visit Cosenza, l’agenzia che ha organizzato il blog tour in Sila, persona dal carattere genuino e cordiale che mi ha portato a fare un rapido giro della città poiché gli altri blogger sarebbero arrivati di lì a poco.

Cosenza custodisce una leggenda legata al passaggio dei Goti nel remoto 410. Parla di un re-condottiero, Alarico, realmente esistito e morto di malaria alle porte della città, e del suo inestimabile tesoro di cui si favoleggia da secoli e che mai nessuno è riuscito a trovare. L’uno e l’altro sarebbero sepolti nel letto del Busento, fatto deviare dai barbari per non lasciare la tomba del loro re in balia delle orde di miserabili assetati di vendetta che seguivano l’esercito a distanza. A ricordo dell’episodio, a metà tra storia e leggenda, resta il ponte di Alarico (visibile nella foto), sospeso sul fiume tra le chiese di San Domenico e di San Francesco da Paola, nel punto esatto, si dice, in cui giacerebbe il tesoro, ma finora ogni ricerca è stata inutile.

La prima tappa di questo inaspettato (ed apprezzato) mini tour della città è stata Cosenza Antica, un borgo medievale che solo in questi anni sta tornando in auge grazie all’intervento del comune, all’interno di questa parte della città andiamo direttamente al Museo del Fumetto, l’unico museo in pianta stabile in Italia dedicato all’arte del fumetto.

La città di Cosenza è legata alla Bonelli, tanto da apparire in due albi di due noti personaggi della casa editrice, Dylan Dog e Martin Mystère, rispettivamente dal titolo “Un Amore mostruoso” (disegnatore Daniele Biliardo, sceneggiatore Giuseppe De Nardo) e “La leggenda di Alarico”, entrambi oltre ad avere la città di Cosenza come scenario fanno ruotare la storia intorno alla leggenda di Alarico, che recentemente ha attirato numerosi turisti e l’attenzione della stampa nazionale e internazionale. Entrambi gli albi sono gratuitamente scaricabili dal sito www.lestradedelpaesaggio.com.

Usciti dal museo Daniele decide di portarmi all’Antica Gelateria Zorro in Piazza dei Valdesi, a detta sua “qui il gelato dura solo un giorno, a sera quello che avanza lo buttano, poiché usano solo ingredienti naturali senza conservanti, infatti come puoi notare fanno solo gusti tradizionali”, il gelato era effettivamente buonissimo, si percepiva subito la differenza con un normale cono.

La tappa finale è stata una passeggiata lungo la via principale della città dove si concentra la movida e dove vi è il Museo all’aperto Bilotti, un progetto legato alle opere d’arte donate da Carlo Bilotti al comune di Cosenza, di sera è possibile ammirare nella stesso zona i colori delle fontane musicali.

Finito il mini tour e dopo aver recuperato gli altri blogger ci dirigiamo in Sila, all’Hotel Tasso, dove ad accoglierci è lo stesso gestore del locale, William Lo Celso, il quale è stato con noi durante tutto il blog tour. Lo stile dell’Hotel è classico ed accogliente, il personale è sempre stato gentilissimo, impeccabile la pulizia delle camere.

GIORNO 1 – 22 LUGLIO 2016

La colazione è per me il momento migliore della giornata, soprattutto se in Hotel fanno dei buoni cornetti, in questo caso ne ho mangiati solo 5 perché sono a dieta. In questa occasione ho avuto il piacere di conoscere gli altri blogger: Valentina Miozzo di viaggiarelibera.com, Valeria Mundo e il suo ragazzo Gianmaria Di Candia di sogninvaligia.org, Rosa Oliverio di riflessionidiviaggio.it e Sabina Petrazzuolo di nonsoloturisti.it.

Dopo aver fatto colazione alle 9:30 partiamo alla volta del Caseificio Paese, dove ci hanno spiegato il procedimento per la realizzazione del formaggio tipico del posto, il caciocavallo silano DOP, nel video in basso ho immortalato il momento della marchiatura.

La seconda tappa è all’Agriturismo Camigliatello Fattoria Biò, ad accoglierci il mitico Saverio, il gestore dell’attività, ci ha fatto fare una visita guidata alle coltivazioni e alla fattorie, inoltre durante il pranzo si è rivelato un grande intrattenitore, leggendo le recensioni delle persone su trip advisor ho notato che molti lodavano questa figura descrivendola come un grande personaggio, posso assicurare che avevano ragione!

Qui in basso potete vedere i piatti che abbiamo mangiato quel giorno.

Poco dopo il pranzo la meta finale è stata la riserva naturale dei “Giganti di Fallistro”, il termine “giganti” è riferito agli alberi secolari che sono conservati e protetti in questo luogo, sono 56 in totale e alcuni di loro superano i 350 anni di età, mentre altre piante, sempre presenti nella Riserva, hanno circa 150 anni. Recentemente sono nati in maniera spontanea altri Pini Larici di età inferiore ai 30 anni, la giornata si è conclusa con un concerto jazz facente parte dell’evento “Peperoncino Jazz Festival”.

In foto uno dei Giganti di Fallistro.

L’intero concerto Jazz del primo giorno è visibile nel video qui in basso (video non realizzato dal sottoscritto ma trovato su youtube).

GIORNO 2 – 23 LUGLIO 2016

La giornata inizia con un’emozionante viaggio in mongolfiera, e dire che qualche settimana prima di questa esperienza avevo scritto un’articolo sulla fotografia aerea, mentre scrivevo pensavo “chissà se mi capiterà mai di salire su un velivolo del genere“, beh mai dire mai! Qui in basso le foto e il video che ho scattato mentre ero in volo.

Subito dopo abbiamo conosciuto due eccellenze nel campo dell’artigianato locale, entrambe nel paesino di San Giovanni in Fiore, l’orafo Giovanni Battista Spadafora e la Scuola Tappeti Caruso.

Giovanni Battista Spadafora è riconosciuto dal “Dizionario del gioiello italiano del XIX° e XX° secolo” come uno degli artisti che più hanno contribuito a diffondere l’arte orafa italiana nel mondo, appartiene ad una famiglia che lavora il prezioso metallo da oltre tre secoli. In questi video potete vedere dei gioielli davvero particolari, i quali possiedono un meccanismo che gli consente di cambiare forma!

L’orafo Giovanni Battista Spadafora ci spiega la sua professione e ci mostra i suoi lavori realizzati per la chiesa e i vari papi per i quali ha lavorato.

Il maestro Domenico Caruso accanto a uno dei suoi arazzi.

Alla fine della mattinata siamo riusciti a vedere anche l’Abbazia Florense, qui una guida ci ha raccontato la storia del luogo e di Gioacchino da Fiore, il quale viene citato da Dante Alighieri nel paradiso (canto XII, ver. 140-141) tra la schiera dei Beati (1316-1321).

Dopo aver pranzato in un ristorante del luogo siamo andati al Lago Arvo, grazie a un battello elettrico siamo arrivati fino all’altra sponda, dove si è svolto il concerto jazz del giorno.

L’intero concerto del secondo giorno è visibile nel video qui in basso (video non realizzato dal sottoscritto ma trovato su youtube).

GIORNO 3 – 24 LUGLIO 2016

Il terzo giorno è stato destinato a un trekking nel Parco Nazionale della Sila e alla Riserva Golia Corvo, nel quale vi è il laghetto che potete vedere nella foto qui in basso.

Degno di nota è il Museo Naturalistico all’interno del Centro Visita di Cupone (Spezzano della Sila), Alberto Angela ha curato personalmente l’allestimento di questa struttura, impressionante la sala in cui sono esposti gli oggetti sequestrati ai contrabbandieri di animali.

L’intero concerto Jazz del terzo giorno è visibile nel video qui in basso (video non realizzato dal sottoscritto ma trovato su youtube).

Qui termina questa mia breve ma intensa esperienza in Sila, territorio che a mio parere merita più di 3 giorni e in cui sicuramente ritornerò per realizzare foto più professionali e cercare di raccontavi qualcosa di più su questo fantastico territorio.

Infine ci tengo a ringraziare tutti i miei compagni di avventura in questo blog tour, anche dal punto di vista umano è stata un’esperienza fantastica.

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