Intervista a Giulio Gerardi

Secondo la dottrina abramitica, la Manna fu il cibo donato da Dio stesso al popolo ebraico durante il suo esodo nel deserto, dopo la liberazione dalla schiavitù in Egitto. Sebbene per temperature e vicissitudini il Viaggio in Sicilia ci abbia a tratti fatto sembrare l’Esodo un’amena promenade, anche noi abbiamo avuto la fortuna di cibarci di Manna. Giunti a Pollina, sulle Madonie, dopo una delle scalate più terribili di tutto il Viaggio, entriamo nei campi di frassini da cui si estrae la linfa che, opportunamente essiccata, costituisce quello che ancora oggi è un prodotto siciliano unico al mondo. Conosciuta da oltre un millennio per le sue proprietà farmacologiche oltre che per le sue molteplici applicazioni in cosmetica, la Manna è oggi anche un presidio Slow Food. Siamo fortunati perchè ad accompagnarci è uno degli ultimi frassinocoltori (nonchè indubbiamente il più famoso) e depositario dell’antichissima arte dello ‘ntaccaruolo: Giulio Gelardi. Un volto indimenticabile, una personalità realmente iconica, in cui si fondono misticismo, connessione con la natura, ricerca storica e consapevolezza identitaria. Inventore del metodo per la raccolta della Manna in purezza, che ha permesso ai contadini di riappropriarsi dei proventi tradizionalmente riservati all’industria, Giulio si racconta in questa intervista. Per vedere l’intervista completa cliccate sul seguente link: Intervista completa a Giulio Gerardi.

No Comments

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: